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SpaceX – Starlink, altri 60 satelliti in orbita

Satelliti SpaceX Starlink in orbita 29 gennaio 2020

SpaceX con il progetto Starlink ha lanciato altri 60 satelliti in orbita. La compagnia di Elon Musk ha ottenuto le autorizzazioni per lanciare 12.000 satelliti e in futuro prevede di raggiungere quota 42.000, il tutto per coprire con la connessione internet ogni angolo del pianeta.

Il lancio dei satelliti è stato fatto in diretta streaming e poi registrato su YouTube nel canale di SpaceX.

SpaceX – Starlink è un progetto ambizioso che all’apparenza sembra voglia portare beneficio all’umanità garantendo il diritto di accedere ad internet anche a persone che risiedono in aree remote del pianeta. Al di là dell’entusiasmo dei “genietti” super-tecnologici della Silicon Valley bisognerebbe chiedersi se si sono valutati attentamente i risvolti negativi della cosa. Una simile infrastruttura non può che recare serie preoccupazioni dal punto di vista di rifiuti spaziali, salute e impatto ambientale di una “rete” elettromagnetica di dimensioni tali da circondare il pianeta.

Se nella tua città installassero (congiuntivo ancora per poco) antenne in ogni dove potresti sempre decidere di andartene su una collina, o ancora meglio su un eremo, per sfuggire all’inquinamento elettromagnetico. Ma quando ogni angolo del pianeta sarà coperto dalla rete SpaceX – Starlink potremo forse evitarlo? Potremo esercitare il nostro sacrosanto diritto di non esporci volontariamente a un agente esterno dannoso che sta già rendendo la vita un inferno ai cosiddetti “elettrosensibili”?

I danni da inquinamento elettromagnetico sono una cosa seria e sempre più scienziati lanciano allarmi soprattutto con l’arrivo in massa di una nuova tecnologia – il 5G – ancora del tutto inesplorata. Il 13 settembre 2017 ben 180 tra medici e scienziati provenienti da 37 paesi diversi hanno firmato una moratoria contro il “roll out” del 5G. Sappiamo già che il Wi-Fi, il 2G, il 3G ed altre tecnologie a radiofrequenza sono cancerogene e dannose per la salute come testimoniato da centinaia di ricerche, tra cui lo studio condotto dall’istituto Ramazzini di Bologna parallelamente allo studio condotto dal National Toxicology Program (NTP), ma sul 5G non c’è ancora nulla… E la logica e i dati ci dicono che dal punto di vista della salute e della sicurezza, potrà solo che essere peggio delle attuali tecnologie di connettività e telefonia visto l’aumento di frequenze e limiti di esposizione ai campi elettromagnetici necessari alla nuova infrastruttura di rete.

Non fatevi abbagliare da maggiore velocità di internet e applicazioni real-time. Dietro il 5G ci sono interessi da capogiro e la salute della persone non fa parte di questi. Facci sapere cosa ne pensi nei commenti e non dimenticarti di seguirci sui social!

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